Dr. Roberto Vianello
Dr. Roberto Vianello
Dr. Roberto Vianello
Dr. Roberto Vianello

Orthopaedic Surgeon MD

Il Ginocchio

Intervento chirurgico: artroscopia

L’intervento è eseguito con l’aiuto diell’artroscopio, uno strumento luminoso a fibre ottiche, delle dimensioni di una matita, introdotto all’interno del ginocchio attraverso piccole incisioni cutanee di 3-4 mmm; consente di vedere anche zone più profondee di eseguire precise manovre chirurgiche con strumenti manuali o motorizzati aspiranti. Il menisco rotto viene asportato solo nella parte danneggiata, lasciando di solitouna parte sanache può essere utile all’articolazione.
La lesione cartilaginea, se profonda e irregolare,viene levigata per togliere frammenti instabili che  favoriscono l’estensione del danno. Se si trovano frammenti liberi di cartilagine o di ossoe cartilagine all’interno dell’articolazione (corpi mobili) vengono rimossi con sottili pinze.

Dopo l’intervento la cartilagine danneggiata rimane più debole e sottile, pertanto sarà importanteseguire i consigli del chirurgo. Se la membrana sinoviale si presenta infiammata,se ne può prelevare un piccolo frammento (biopsia)  per fare poi un esame al microscopio (esame istologico)e capire quindi la causa dell’infiammazione.

Le piccole incisioni cutanee attraverso cui è stato effettuato l’intervento, vengono suturate.. Possono lasciare un dolore modesto nei primi giorni, ma consentono una rapida ripresa del cammino e del movimento. Solitamente i punti di sutura si rimuovono dopo 4-5 gg.

E’ importante ricordare che l’intervento artroscopico si prefigge di fare il punto sulla situazione dell’articolazione, sulla presenza di eventuali lesioni e di procedere al loro trattamento ove possibile.: certi danni quali l’usura della cartilagine o la degenerazione artrosica, beneficiano solo in parte del trattamento artroscopico.

Dopo l’interventoo il ginocchio può rimanere gonfio per diversi giorni. Non è indicato lo svuotamento dell’articolazione (artrocentesi) se non in rari casi, per il rischio di infezioni e perché il liquido tende a riformarsi.
E’ utile nei primi girni l’applicazione di ghiaccio per 20 minuti, 4-6 volte al giorno, fino a che è visibile il gonfiore, successivamente  dopo le sedute di fisiokinesiterapia (FKT).

 

Si può iniziare a muovere il ginocchio e caricare  sull’arto operatofin dalle prime ore successive l’intervento. Le stampelle vanno usate in coppia e consentono di recuperare l’equilibrio, di aumentare il carico e recuperare la corretta deambulazione: solitamente si abbandonano dopo 2-4 gironi. Il movimento articolare e il carico effettuati correttamente sono utili all’articolazioneperchè favoriscono la vitalità delle sue componenti. Un modo di camminare scorretto è la conseguenza della sofferenza articolare e della debolezza muscolare: se viene mantenuto troppo a lungodetermina un sovraccarico articolare che si manifesta con dolore e gonfiore.. E' p’r questo che la deambulazione sarà controllata accuratamente al fine di evitare atteggiamente  sbagliati: nella fase di carico l’arto sarà mantenuto completamente esteso dalla contrazione valida della muscolatura e nella fase aerea il ginocchio sarà  piegato regolarmente.

Si consiglia pertanto di affidarsi fin da subito dopo la dimissione ad un centro di FKT qualificato nel trattamento del ginocchio.
La chinesiterapia con esercizi passivi, assistiti , attivi e contro resistenzaconsente di recuperare gradualmente la totalità del movimento e del tono muscolare. La progressione dei carichi continua con il lavoro alle macchine con pesi e con l’isocinetica.. sono previsti esercizi a catena cinetica chiusa ed aperta, a seconda della patologia e della fase del recupero. Il trattamento riabilitativo deve essere poco 

FAQ - Domande Frequenti 
Quando finire la FKT?
L’assistenza fisioterapica va continuata finchè la situazione non sia ottimalee in rapporto con la patologia, controllando la corretta esecuzione degli esercizi e la progressione dei carichi, fino al completo rientro nell’attività richiesta.
Sarà comunque la visita del chirurgo a valutare il quadro clinico.

Quando guidare l’auto?
La guida dell’auto può essere ripresa dopo 4-6 giorni, all’inizio per percorsi brevi o con soste per muovere il ginocchio nei percorsi più lunghi.

Quando riprendere l’attività sportiva?
La cyclette a freno morbido si può iniziare gradualmente quando l’articolazione è completamente indolente( di solito dopo 2-3 sett.); una settimana più tardi si può iniziare ad usare la bicicletta ma per percorsi brevi. Nel caso di un problema cartilagineoquesti tempi potrebbero essere più lunghi. 
Il nuoto a stile libero o a dorso è concesso dopo circa 1 sett., mentre la rana, tendendo a sovraccaricare la rotula e a provocare torsioni, va iniziata almento 30-40 gg. dopo. 
La ripresa dell’attività fisica e sportiva dipende dal tipo di patologia trattata e dalla condizione muscolare. Il ginocchio traumatizzato od operato rimarrà ipersensibile ai sovraccarichi per un periodo variabile, da qualche mese fino a  qualche anno a seconda del tipo di problema trattato, dell’età del paziente, della struttura fisica e da altri fattori.

POSSIBILI COMPLICANZE E INSUCCESSI
GONFIORE- è normale nei primi giorni dopo l’intervento. Se persiste può dipendere da un sovraccarico o da un uso non corretto del ginocchio.
DOLORE- a volte  dopo l’intervento il dolore può essere ancora presente, soprattutto nei casi in cui è presente una lesione della cartilagine: un antidolorifico può essere assunto previo il parere del curante.
RIGIDITA’- il ginocchio non riesce a recuperare una mobilità completa. Questo Può verificarsi dopo intervento più complesso:
E’ importante insistere con il trattamento riabilitativo  e comunque sentire il parere del chirurgo.
INFEZIONE- è possibile dopo ogni intervento chirurgico; comunque dopo l’artroscopia  di ginocchio l’incidenza è inferiore  a 1 su 2000.
FLEBITI-TROMBOSI-EMBOLIE: possibili dopo ogni intervento chirurgicosoprattutto sugli arti inferiori, sono comunque molto rare dopo artroscopia di ginocchioe, comunque proprio per limitarne ulteriormente il rischio, viene eseguita una adeguata terapia:

PROFILASSI ANTITROMBOTICA
Per mantenere un flusso venoso sufficiente, è necessario un rapido recupero del movimento e della forza muscolare. Per ridurre la possibilità di coagulazione eccessiva e quindi diminuire il rischio di trombosi, viene iniziata una terapia farmacologica a base di eparina a basdso peso molecolare, che viene somministrata con una iniezione sottocute ( solitamente sull’addome) nei giorni successivi l’intervento.
La durata della terapia sarà consigliata dal chirurgo dopo l’intervento. E’ comunque richiesto il controllo del medico di famiglia.