INTERVENTO CHIRURGICO: ARTROSCOPIA

L’intervento è eseguito con l’aiuto dell’artroscopio, uno strumento luminoso a fibre ottiche, delle dimensioni di una matita, introdotto all’interno del ginocchio attraverso piccole incisioni cutanee di 3-4 mmm; consente di vedere anche zone più profonde e di eseguire precise manovre chirurgiche con strumenti manuali o motorizzati aspiranti. Il menisco rotto viene asportato solo nella parte danneggiata, lasciando di solito una porzione sana che può essere utile all’articolazione.
La lesione cartilaginea, se profonda e irregolare, può levigata per togliere frammenti instabili che favoriscono l’estensione del danno. Se si trovano frammenti liberi di cartilagine o di osso e cartilagine all’interno dell’articolazione (corpi mobili) vengono rimossi con sottili pinze.

Dopo l’intervento la cartilagine danneggiata rimane più debole e sottile, pertanto sarà importante seguire i consigli del chirurgo. Se la membrana sinoviale si presenta infiammata, se ne può prelevare un piccolo frammento (biopsia) per fare poi un esame al microscopio (esame istologico)e capire quindi la causa dell’infiammazione.

Le piccole incisioni cutanee attraverso cui è stato effettuato l’intervento, vengono suturate.. Possono lasciare un dolore modesto per alcuni giorni, ma consentono una rapida ripresa del cammino e del movimento. Solitamente i punti di sutura si rimuovono dopo 5-7 gg.

E’ importante ricordare che l’intervento artroscopico si prefigge di fare il punto sulla situazione dell’articolazione, sulla presenza di eventuali lesioni e di procedere al loro trattamento ove possibile: certi danni quali l’usura della cartilagine o la degenerazione artrosica, beneficiano solo in parte del trattamento artroscopico.

Dopo l’intervento o il ginocchio può rimanere gonfio per diversi giorni. Non è indicato lo svuotamento dell’articolazione (artrocentesi) se non in rari casi, per il rischio di infezioni e perché il liquido tende a riformarsi.
E’ utile nei primi giorni l’applicazione di ghiaccio per 20 minuti, 4-6 volte al giorno, fino a che è visibile il gonfiore, successivamente dopo le sedute di fisiokinesiterapia (FKT).

Si può iniziare a muovere il ginocchio e caricare sull’arto operato fin dalle prime ore successive l’intervento. Le stampelle vanno usate in coppia e consentono di recuperare l’equilibrio, di aumentare il carico e recuperare la corretta deambulazione: solitamente si abbandonano dopo 2-4 gironi. Il movimento articolare e il carico, se effettuati correttamente, sono utili all’articolazione perché favoriscono la vitalità delle sue componenti. Un modo di camminare scorretto è la conseguenza della sofferenza articolare e della debolezza muscolare: se viene mantenuto troppo a lungo determina un sovraccarico articolare che si manifesta con dolore e gonfiore.. E’ per questo che la deambulazione sarà controllata accuratamente al fine di evitare atteggiamenti sbagliati: nella fase di carico l’arto sarà mantenuto completamente esteso dalla contrazione valida della muscolatura e nella fase aerea il ginocchio sarà piegato regolarmente.

Si consiglia pertanto di affidarsi fin da subito dopo la dimissione ad un centro di FKT qualificato nel trattamento del ginocchio.
La chinesiterapia con esercizi passivi, assistiti, attivi e contro resistenza consente di recuperare gradualmente la totalità del movimento e del tono muscolare. La progressione dei carichi continua con il lavoro alle macchine con pesi e con l’isocinetica: sono previsti esercizi a catena cinetica chiusa ed aperta, a seconda della patologia e della fase del recupero. Il trattamento riabilitativo deve essere poco o nulla doloroso e non provocare risentimento articolare: se ciò dovesse verificarsi, sarà necessario modificare i carichi di lavoro, senza sospendere le sedute di fisioterapia.

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